Ciao a tutti, ecco una nuova recensione, scusate se posto poco ma il liceo classico mi sta uccidendo 😦

Una bottiglia nel mare di Gaza di Valérie Zenatti.

Due realtà, quelle di Israele e di Gaza, si combattono fra loro, ma non tutti fanno parte di questa lotta. Dopo un’altro attentato Tal non accetta più le situazioni del suo paese ed è così che nasce in lei il desiderio di parlare con qualcuno “dell’altra parte”, così scrive una lettera, aggiunge l’indirizzo mail, imbottiglia tutto e affida al fratello il compito di lasciare che la bottiglia incontri il suo destinatario attraversando il mare di Gaza. Le sue aspettative però si infrangono quando a rispondere con il soprannome di “Gazaman” è un ragazzo chiuso, provocatorio e relistico, insomma, il contrario di Tal. A questo punto nascerà una corrispondenza fatta di opinioni contrastanti e non, di racconti e confessioni tra i due, che creeranno un unità, un patto di alleanza tra le due popolazioni ostili. Una speranza di pace si intravede tra queste righe, un futuro di calma e la fine di una lunga guerra per un territorio. Valérie parlerà del conflitto arabo-israeliano con una nuova prospettiva, contrapponendo le due realtà, confrontandole e assimilando i punti comuni. Ha scritto un racconto interressante, commovente, intelligente, che fa riflettere e anche misterioso: infatti il pessimismo di Gazaman nasconde qualcosa e le lettere con Tal lo cambieranno, magari regalandogli la speranza persa per la pace. Oltre alle lettere si parla della vita personale dei due personaggi, di ciò che li circondano e li influenzano, degli incontri che fanno, delle esperienze che vivono, sia belle che brutte. Il tutto concluderà con un semplice invito al cambiamento, compito del lettore immaginare il resto e raccogliere le numerose morali che sono contenute nel romanzo.

Jenny