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Romantico

Storie d’amore.

Lo strano caso dell’apprendista libraia

Be’ questo libro è stato uno strano caso per me. Diciamo che sono stata ammaliata e ingannata dalla copertina che, a parer mio, non ha così tanto a che fare con l’interno del libro.
Esme Gardland è inglese,  si è trasferita a New York per conseguire il suo dottorato in storia dell’arte. Lì il dolce incontro di Mitchell la mette in dolce attesa. Ma quest’attesa più che dolce sarà piena di dubbi. Durante questo periodo della sua vita, Esme è in fase di scoperte, e decide di tenere il bambino accettando una prossima situazione faticosa e importante, così per essere certa di poter essere capace di mantenere il suo beneamato figliolo o figliola, si fa assumere come “apprendista libraia” e nel posto di lavoro troverà delle amicizie particolari. Parlerò brevemente di questo romanzo perché per la prima volta mi trovo la bocca asciutta e poco da dire.

Be’ si è un bel romanzo, scritto bene, si vede che la scrittrice è una persona colta; perché ha riempito il romanzo di citazioni di qualsiasi genere: musicale, ma soprattutto letterario (essendo che Esme lavora in una libreria). Ma forse non ho apprezzato a pieno tutta la cultura, perché a mio parere era introdotta nel romanzo per colmare qualcosa che non c’era: vale a dire l’originalità. Spero tanto di non essere troppo cattiva. Ovviamente è un libro che ha avuto l’approvazione di una casa editrice! E io non sono né una scrittrice né un critico letterario. Ci tengo a sottolineare che tutto ciò che scrivo è una semplice opinione che può rivelarsi anche completamente errata.

Fatta questa premessa, continuo…

Non mi è piaciuto, la storia non mi sembra affatto coinvolgente, ma ammetto che io sono abituata al fantasy e all’avventura. Comunque la protagonista non è delle mie preferite, ha uno spessore minimo. A parte il guaio in cui si ritrova, i suoi pensieri e la sua personalità, il suo passato è interessante quanto il mio (e sono un’adolescente, non ne ho molto). Comunque poteva accadere di più. Il finale non vede nessun cambiamento nella personalità dei personaggi, solo cambiamenti fisici (come un bambino). No, non è il mio genere di libro… per questo non l’ho recensito nemmeno sul giornalino della scuola.

Per fortuna che la scrittrice non è  italiana e non leggerà mai questa recensione…

JENNY

 

P.S. Se qualcuno dei nostri pochi seguaci l’ha letto… che cosa aspetta a dire cosa ne pensa! I commenti sotto sono solo per voi…

 

Recensione: Cose che nessuno sa

di Alessandro D’Avenia.

Margherita sta per iniziare il liceo, una parte fondamentale della sua vita, ed è spaventata, come molti quando devono fare un grande passo. Ma tutto cambia poco prima dell’inizio della scuola, quando suo padre se ne va di casa. Senza nemmeno avvertire, senza spiegazioni. È così che Margherita intraprende le scuole. E il suo dispiacere e la sua sofferenza la portano a passare un brutto momento. I primi mesi incontra Marta, che la coinvolgerà con la sua vitalità e Giulio, un ragazzo che sembra avere l’indole dell’osservatore, che guarda tutto e tutti con grande maturità. Conoscerà il suo professore di letteratura e attraverso lui la risposta per risolvere la sua situazione, scritta con parole importanti: quelle dell’Odissea. Margherita, come Telemaco, proverà a riprendersi suo padre. Grazie anche al consiglio della saggia nonna Teresa.
Quello che subito si nota in questo romanzo è la scrittura che utilizza le metafore e le similitudini per descrivere perfettamente gli avvenimenti e soprattutto i sentimenti dei personaggi. Scrive per dare al lettore le sensazioni. Più che la storia, cura le parole. Poco accade e accade lentamente, però spiegato nei minimi dettagli. Lo scrittore si dilunga inserendo dei flashback spesso da parte della nonna. Infatti D’Avenia prende il punto di vista di Margherita, della mamma di lei, della nonna, del fratello, di Giulio, del professore e di Marta. Non tralascia i pensieri di nessuno. E crea così un libro che parla delle difficoltà dei quattordicenni e delle difficoltà delle persone che stanno loro intorno e di come le vite di tutti si intreccino per dare una soluzione.

Jenny 😉

Recensione: Colpa delle stelle

Ciao a tutti, sono Jenny.

Ho finito di leggere Colpa delle stelle, il famoso libro di John Green che ha appassionato milioni di persone (soprattutto ragazze). Sono nate diverse opinioni riguardo questo romanzo: c’è chi ne è rimasto commosso e colpito, c’è chi l’ha considerato una delle solite love-story per le ragazzine. Quello che non ho ancora visto è un giudizio imparziale, oggettivo. Ed è quello che vorrei fare io.

John Green: lo scrittore di Cercando Alaska, Teorema Catherine, Città di carta, Will ti presento Will. La sua esperienza lavorativa con bambini affetti da malattie mortali lo ispirerà in seguito a scrivere Colpa delle stelle.

Hazel ha sedici anni e ha il cancro da quando ne ha tredici. La sua vita è sempre la stessa, rileggere mille volte il suo libro preferito: “Un’imperiale afflizione” e passare il tempo a guardare reality show in tv. Quando viene obbligata dai genitori a frequentare un gruppo di supporto, incontra e si innamora del diciassettenne Augustus Waters, amputato di una gamba a causa della sua malattia. Anche Augustus si innamorerà di lei e il tempo passato insieme sarà il migliore che Hazel abbia mai vissuto. Purtroppo il mondo non è un ufficio esaudimento desideri, e i due saranno schiacciati dalla sorte, senza avere colpa, perché la colpa è “delle stelle”.

Quello che non piace di questa storia è che sia una storia d’amore travagliata tipica degli adolescenti, quello che piace ai fan è la storia d’amore travagliata tipica degli adolescenti. Questo mi fa pensare che forse sia solo questione di gusti, di esperienze personali ecc…

Quello che invece a me è piaciuto (e sono sicura che molte persone come me lo hanno notato), è l’anima e i pensieri di due ragazzi. Augustus vuole essere ricordato, vuole essere una persona importante, degna di aver vissuto e Hazel gli ricorda che siamo tutti vulnerabili, tutti moriremo e nessuno si ricorderà di nessuno, quello che è importante è farsi ricordare dalle persone che ti amano. Bisogna accontentarsi di ciò che si ha, della fortuna che si ha. Nonostante i due siano malati, e siano meno fortunati di molte persone, entrambi sono grati per il loro piccolo “infinito”. Quello che mi piace di questa storia, e che cerco in ogni libro, sono le riflessioni che accomunano tutti noi. Per questo molti giovani si sono immedesimati leggendo Colpa delle stelle, non per la storia piena di complicati avvenimenti che ostacolano l’amore, narrazioni così sono facili da scrivere.

Lo scrittore sul suo blog di Tumblr e sul suo vlog di Youtube, Green ha dichiarato che “il titolo è ispirato alla famosa frase del Giulio Cesare di Shakespeare (Atto 1, scena 2), dove il nobile Cassio dice a Bruto: “La colpa, caro Bruto, non è delle stelle, ma nostra, che ne siamo dei subalterni”.

Jenny

TRAILER  COLPA DELLE STELLE

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